Yangwang U9 Xtreme record

Yangwang U9 Xtreme sfonda il muro dei 500 km/h: 503,17 km/h su una strada pubblica di Abu Dhabi

L’hypercar elettrica di BYD diventa la prima auto di serie a superare ufficialmente i 500 km/h. Record riconosciuto dalla FIA e certificato da Guinness World Records.

Dopo i 472,41 km/h dell’agosto 2025 e i 496,22 km/h di settembre, la Yangwang U9 Xtreme alza ancora l’asticella. Questa volta non su una pista prove, ma su un tratto chiuso dell’autostrada E11 negli Emirati Arabi.

Il traguardo dei 500 km/h per un’auto di serie, inseguito dall’industria automobilistica da un secolo, è caduto. E a farlo cadere è un’auto elettrica, a soli tre anni dall’avvio del progetto U9. La Yangwang U9 Xtreme, l’hypercar del marchio di lusso di BYD, ha toccato 503,17 km/h il 1° novembre 2026 sulla Sheikh Khalifa Bin Zayed International Road (E11), nella regione di Al Dhafra, ad Abu Dhabi. Al volante, ancora una volta, il pilota tedesco Marc Basseng.

Il risultato è stato riconosciuto ufficialmente dalla FIA e ha fruttato due titoli Guinness World Records: auto di serie più veloce in assoluto (comprese le termiche) e auto elettrica di serie più veloce, entrambi su corsa in un solo senso di marcia.

Da 472 a 503 km/h in poco più di un anno

Su queste pagine avevamo raccontato il primo assalto della U9 alla velocità massima, quando nell’agosto 2025 la versione Track Edition aveva fissato a 472,41 km/h il record per un veicolo elettrico sull’anello di ATP Papenburg, in Germania. Poche settimane dopo, il 14 settembre 2025, sulla stessa pista la U9 Xtreme di serie era salita a 496,22 km/h, togliendo alla Bugatti Chiron Super Sport 300+ (490,48 km/h) il titolo di auto di produzione più veloce al mondo.

Mancavano 3,78 km/h alla soglia simbolica. Il problema era la pista: l’ovale di Papenburg ha rettilinei di circa 4 km e a quelle velocità lo spazio per accelerare non basta più. Per questo Yangwang ha cercato per mesi un rettilineo stradale adatto, trovandolo negli Emirati.

La progressione della U9 in sintesi:

DataVersioneVelocitàLuogo
Gennaio 2024U9309 km/hAeroporto di Wuhan Hannan (Cina)
Ottobre 2024U9391,94 km/hATP Papenburg (Germania)
Agosto 2025U9 Track Edition472,41 km/hATP Papenburg (Germania)
Settembre 2025U9 Xtreme496,22 km/hATP Papenburg (Germania)
1° novembre 2026U9 Xtreme503,17 km/hE11, Abu Dhabi (EAU)

Come è andato il record

Con la collaborazione delle autorità locali è stato chiuso al traffico un tratto di 10 km dell’E11, con un rettilineo utilizzabile di 7 km. Vista la vicinanza del deserto e il normale traffico quotidiano, prima delle prove l’asfalto è stato spazzato e poi controllato metro per metro, per raccogliere anche i frammenti di filo metallico persi dalle spazzole di pulizia: a oltre 500 km/h l’auto percorre circa 140 metri al secondo e anche un piccolo oggetto può diventare un problema serio.

Il tentativo si è sviluppato in due giornate. Il 31 ottobre due prime corse si sono fermate a 490 km/h. Durante la notte i tecnici hanno ottimizzato le procedure di preparazione, per avere batteria e motori alla temperatura ideale all’inizio di ogni corsa. Hanno poi aumentato l’incidenza dell’alettone posteriore per dare più carico all’asse posteriore, riprogrammato il software delle sospensioni con un’estensione più frenata per assorbire le leggere ondulazioni dell’asfalto e affinato la pressione degli pneumatici. Il 1° novembre sono state effettuate altre due corse: la prima ha confermato i progressi, la seconda ha fermato il cronometro a 503,17 km/h.

Una sfida molto diversa da Papenburg, come ha spiegato Basseng: «A differenza di una pista prove dedicata, una strada pubblica presenta sfide diverse, che rendono precisione, stabilità e fiducia nella vettura più importanti che mai. Battere un record del mondo una volta è straordinario, ma riuscirci di nuovo in un ambiente così diverso è davvero speciale».

Soddisfatta Stella Li, vicepresidente esecutiva di BYD: «Dico sempre che i nostri ingegneri sono giovani, audaci e forse anche un po’ folli, ma in senso buono! Già mentre festeggiavano i 496,22 km/h in Germania, stavano studiando i dati per portare la U9X al livello successivo. 503,17 km/h è un risultato fantastico».

Una precisazione doverosa: come i precedenti primati della U9 e quello della Bugatti, anche questo è un record in un solo senso di marcia e non la media di due passaggi in direzioni opposte, che compensa gli effetti di vento e pendenza. Non toglie nulla all’impresa, ma è un dettaglio che fa la differenza nelle classifiche dei puristi.

Il percorso verso i 500 km/h non è stato privo di intoppi: nelle settimane precedenti un esemplare della U9 Xtreme era rimasto coinvolto in un incidente durante i test, senza conseguenze per il pilota.

La tecnica: 3.019 CV e 1.200 volt

La U9 Xtreme deriva dalla U9 già in vendita in Cina, ma è stata profondamente rivista. Questi i dati dichiarati da Yangwang:

  • Motori: quattro motori elettrici, uno per ruota, da 555 kW (755 CV) ciascuno, capaci di girare fino a 30.000 giri/min. I 30.000 giri/min sono un primato mondiale. Statore in acciaio al silicio da 0,1 mm, il più sottile in produzione di serie, rotore in acciaio al silicio ad altissima resistenza da 970 MPa e carter in alluminio di derivazione aerospaziale.
  • Potenza complessiva: 3.019 CV, contro i 1.287 CV della U9 standard. Rapporto peso/potenza di 1.217 CV per tonnellata.
  • Impianto elettrico: è la prima auto di serie con architettura a 1.200 V (la U9 normale lavora a 800 V), con correnti fino a 1.000 A.
  • Batteria: Blade Battery al litio-ferro-fosfato (LFP) con tasso di scarica fino a 30C. Rispetto a un sistema a 800 V la densità di potenza della singola cella cresce del 170%: 30C è fino a dieci volte il tasso di una normale batteria per auto elettriche e il doppio di altre supercar elettriche. Eroga 1.800 kW anche con il 20% di carica residua e recupera oltre 700 kW in frenata rigenerativa, alleggerendo il lavoro dei freni meccanici. A parità di potenza, i 1.200 V riducono il calore prodotto fino al 67% rispetto agli 800 V. La capacità non è stata comunicata.
  • Piattaforma e4: controllo indipendente della coppia su ogni ruota, aggiornato più di 100 volte al secondo, per evitare slittamenti e perdite di trazione anche alle velocità più alte.
  • Sospensioni DiSus-X: ammortizzatori elettronici a doppia valvola (banda oltre 12 kN) capaci di applicare fino a 50 kN di forza attiva in 120 millisecondi. Contengono beccheggio e affondamento in accelerazione e frenata, e in curva possono annullare il rollio o renderlo negativo, inclinando la scocca verso l’interno come una moto: fino a 2,43° a 0,3 g.
  • Pneumatici: semi-slick sviluppati con Giti Tire, con mescola ottimizzata e battistrada dedicato. Nella zona di contatto con il cerchio una zigrinatura, abbinata a un lubrificante ad alta viscosità, riduce lo scorrimento tra gomma e cerchio in forte accelerazione e frenata, limitando perdite di coppia e usura.

Oltre alla velocità massima, la U9 Xtreme detiene anche il record sul giro del Nürburgring Nordschleife per un’auto elettrica di serie, con 6’59″157, ottenuto con la stessa specifica di auto che ha stabilito il record di velocità.

Solo 30 esemplari

La U9 Xtreme sarà prodotta in non più di 30 unità in tutto il mondo, ciascuna personalizzata secondo le richieste del cliente. Il primo esemplare di serie, battezzato “Dawn Moment”, è stato presentato al Salone di Pechino con una vernice che incorpora polvere d’oro micrometrica sigillata sotto più strati di trasparente, mentre le parti in oro opaco sono lucidate con tecniche riprese dalla lacca tradizionale cinese. Alcuni clienti hanno già approvato la propria configurazione e stanno passando alla firma dei contratti e alla pianificazione della produzione. Il prezzo ufficiale non è stato comunicato.

Per BYD il record ha anche un forte valore d’immagine in vista dell’arrivo di Yangwang in Europa. Ma il messaggio più interessante per chi segue la mobilità elettrica è un altro: le tecnologie sviluppate per questo progetto, dai motori ad altissimo regime alle batterie LFP ad alta potenza fino all’impianto a 1.200 V, sono le stesse che il gruppo sta portando, in forma meno estrema, sulle sue auto di tutti i giorni.


Foto: Yangwang / BYD